LA FORMAZIONE: STRUMENTO PER GESTIRE LA COMPLESSITÀ

LA FORMAZIONE: STRUMENTO PER GESTIRE LA COMPLESSITÀ 

Vettorello S.r.l è un’azienda specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione e costruisce macchine speciali dal 1969. Ha saputo evolvere nel tempo la propria vocazione iniziale, pur mantenendo integro il patrimonio di valori derivati dalla propria storia. Un’impresa solida e costantemente alla ricerca di nuove soluzioni e progetti da immettere su un mercato in crescita. Dal 2012 ha affrontato il mondo dell’energia rinnovabile, creando una specifica divisione nel settore idroelettrico. Una scelta che si accompagna anche alla “mission” che orienta l’azienda a sviluppare il proprio business in una logica sostenibile. Tutto ciò richiede competenza e rende necessaria una formazione continua di tutti i dipendenti. Su questo tema abbiamo chiesto alla Responsabile delle Risorse Umane, Sonia Vettorello, di raccontare il percorso intrapreso nell’ultimo periodo.
Quale ritenete sia il valore della formazione?
Abbiamo iniziato a fare formazione due anni fa, è stata un'esperienza
complessa perché avevamo di fronte a noi persone non abituate a questo,
dipendenti sopra i quarant'anni impegnati sul versante prettamente produttivo. Parlare di formazione con chi fino a quel momento era abituato a “fare” non è stato facile. Abbiamo spiegato ai nostri dipendenti che avevamo intrapreso quel percorso perché la complessità del nostro mercato e di un'azienda non potevano essere affrontati soltanto dai vertici aziendali, ma dovevano essere gestiti da parte di tutti. Abbiamo cercato di far capire che dovevamo metterci in gioco insieme per iniziare a crescere.
Nel corso del primo anno Vettorello ha attivato più di 1200 ore di formazione
. “Abbiamo iniziato a lavorare sulle skill e sulla capacità del lavoro di squadra e ciò ha comportato mettersi necessariamente in discussione rispetto a una dinamica comportamentale che si riassume nella frase: “ho sempre fatto così”.”
Come si è svolto il percorso?
All'inizio abbiamo fatto attività ad ampio raggio, coinvolgendo via via quelli che ci parevano gli interlocutori aziendali interni più adatti ad approfondire i vari temi. Dopo pochi mesi, il nostro atteggiamento è cambiato: abbiamo cominciato a polarizzare la formazione, canalizzando meglio i nostri sforzi, secondo le nostre esigenze specifiche. Se i primi mesi ci hanno portato a inserire la formazione nel contesto aziendale secondo le disponibilità di tempo di ognuno, successivamente abbiamo iniziato un nuovo percorso più sistematico, cercando di definire i temi il cui approfondimento avrebbe potuto creare le basi per un'autentica crescita mirata. Abbiamo quindi creato un piano formativo “su misura”, con contenuti aderenti alle nostre necessità. Così, dopo un anno di formazione “generica”, ci siamo resi conto che era importante far capire ai nostri dipendenti che il coinvolgimento investiva la loro personalità e il loro ruolo in azienda in modo importante: la formazione, infatti, non si esaurisce alla fine della giornata di lavoro, ma diventa un bagaglio che ognuno si porta a casa. Un vero investimento che l’azienda ben volentieri fa da tempo. Per fare in modo che la formazione diventasse dunque “strumento” alla pari di una macchina utensile, abbiamo a lungo lavorato in modo ampio, disposti a far riflettere le persone su aspetti molto semplici, sull'importanza del lavoro quotidiano, del lavorare in gruppo, della comunicazione interpersonale.
È già possibile riscontrare alcuni cambiamenti dopo le attività realizzate?
Dopo le attività ci siamo accorti che i dipendenti coinvolti, soprattutto per quanto riguarda una linea produttiva, sono diventati essi stessi proattivi, segnalandoci criticità e aspetti positivi del lavoro e proponendoci le eventuali soluzioni. Si è messo in moto un modo di lavorare che, se fosse stato calato dall'alto, sarebbe durato un tempo brevissimo. Mettere a sistema i risultati della formazione è un processo lungo, da presidiare e che si compie giorno per giorno. Riteniamo che il valore della formazione stia proprio nello sviluppare nelle persone la capacità di crescere in modo condiviso. Abbiamo sperimentato anche la resistenza al cambiamento che inizialmente poteva essere considerata una barriera ma che, cammin facendo, ci ha rivelato come la formazione incidesse profondamente nei comportamenti delle persone. Abbiamo imparato a osservare commisurando le nostre aspettative con le reali capacità di raggiungimento degli obiettivi da parte delle singole persone.
Questo atteggiamento ha notevolmente ridotto la resistenza al cambiamento.
La bravura del formatore è stata quella di intercettare questi ostacoli e non arrivare mai allo scontro, spingendo ognuno a fare un passo avanti nella strada del miglioramento. Nessuno è rimasto nella sua area di comfort.
La formazione finanziata può essere utile alle imprese?
Se non avessimo avuto diversi piani di formazione finanziati su cui poter contare, non avremmo potuto mettere in campo tutte le attività realizzate. Solo il primo anno la formazione ha sottratto capacità produttiva in media pari a 1,5 dipendenti, un investimento rilevante per una PMI.  

VETTORELLO, FORMAZIONE PERSONALE
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